Amizi dela Zirmonica









Da sinistra: Renzo Stenghel, Giuseppe Camoregher, Gino Cantore, Renzo Tononi.








Il gruppo “Amizi de la Zirmonica” (Amici dell’Armonica a Bocca) vanta una storia radicata nel territorio trentino, con un’attività che spazia dai concerti natalizi alle iniziative di solidarietà.
Dalla cronologia dei principali eventi riportati nel documento, si possono delineare le tappe fondamentali della loro attività:
Origini e Fondazione
* 2 giugno 2014: Il gruppo nasce ufficialmente a Caldonazzo.
* Capodanno 2014: Prima apparizione significativa durante i festeggiamenti per l’anno nuovo presso “L’Albergo Le Due Spade” a Caldonazzo.
Attività Concertistica e Commemorativa (2015)
Il 2015 è stato un anno particolarmente prolifico, caratterizzato da diversi appuntamenti in Valsugana e zone limitrofe:
* Eventi Locali: Concerti a Borgo Valsugana (aprile), Vallarsa (giugno) e Levico Terme (dicembre).
* Memoria Storica: Ad agosto, presso la chiesetta di Musiera, il gruppo ha partecipato a “Voci e Volti dall’Esilio“, un evento dedicato ai ricordi della Grande Guerra.
- Formazione Originale: In occasione dell’esibizione alla Località Rocchetta (ottobre), viene citata la formazione storica composta da: Gino Cantore, Giuseppe Campregher, Renzo Stenghel, Renzo Tononi, Ugo Paternolli e Renato Pagliani.
Impegno Sociale e Anniversari
* Solidarietà: Il gruppo ha partecipato alla maratona “24 ore di Solidarietà” a Trento (settembre 2015), un’iniziativa di cammino collettivo per la lotta alla fibrosi cistica.
* Collaborazioni: Di rilievo la partecipazione al 30° Anniversario di ANFAS a Borgo Valsugana nel settembre 2015, a testimonianza del legame con le realtà sociali del territorio.
Repertorio
Le attività descritte suggeriscono un repertorio che spazia dai canti popolari natalizi (come il concerto nella chiesa di San Lorenzo) a brani eseguiti con l’armonica diatonica e cromatica, valorizzando la tradizione musicale locale e lo spirito di aggregazione.

ASSOCIAZIONE TRENTINA AMICI DELL’ARMONICA A BOCCA. https://www.armonicaamica.it
Da Vita Trentina. 7 febbraio 2021
L’armonia dell’armonica
Il Trio Palbert, i tanti concerti e l’insegnamento. La passione lunga una vita del maestro Santo Albertini. Un successo le sue lezioni online
di Giovanni Melchiori
È lunga una vita la passione del maestro Santo Albertini per la sua armonica, *”un innamoramento”*, come lui stesso definisce il rapporto con lo strumento che suona dai tempi della scuola, *”perché ti sceglie, e poi non ti lascia più”*.
Santo Albertini è stato scelto, e a sua volta ha scelto, con grande convinzione, se ancora oggi, all’età di 82 anni, continua a suonare e insegnare l’armonica con una dedizione tale da essersi adattato ai tempi che corrono, fatti di videolezioni e di corsi online.
La storia inizia tra i banchi dell’Istituto Industriale di Trento. È giovanissimo quando assieme a due amici, Giuseppe Pamato, classe 1936, e Paolo Bertella, come lui del 1938, Albertini fonda il Trio Palbert, un’esperienza che, in due fasi, attraverserà tutta la sua vita, non solo da musicista.
La prima è la fase dell’entusiasmo, che porta il Trio ad esibirsi persino in televisione, nei varietà targati Rai: *”Tra la fine degli anni ’50 e i ’60 abbiamo suonato tantissimo, ottenendo riconoscimenti e premi a livello nazionale* — ci racconta — *. Ricordo il Gran Galà presentato da Mina, con Tognazzi e Vianello, Piccola Ribalta con Corrado, o Gran Premio, gara canora tra regioni presentata al Teatro Sociale da Anna Proclemer. Tutte avventure indimenticabili, soprattutto perché le abbiamo vissute legati da una forte amicizia”*.
La fase più consapevole arriva più di 30 anni dopo, perché anche se a un certo punto l’armonica finisce nel cassetto e la vita porta ad intraprendere altre strade, la passione aspetta solo un’occasione per tornare a riaccendersi.
*”Dopo i primi anni nel Trio è subentrato Claudio Marchesan, per sostituire Paolo, trasferitosi per motivi di lavoro, ma con il 1964, per varie motivazioni, abbiamo sospeso l’attività”*, prosegue il racconto di Albertini, che con un salto temporale ci porta nel 1996: *”Siccome quando suonavo non avevo ancora conosciuto mia moglie Silvana, per la festa dei suoi 70 anni, ho deciso di farle una sorpresa e ho cercato i vecchi amici”*.
Trentatré anni dopo la precedente, l’esibizione del Trio Palbert nel Salone delle Feste delle Terme di Roncegno, dove Albertini in quel periodo lavorava, si rivela un grande successo: *”Un concerto strepitoso davanti a tanti amici, doveva essere una reunion momentanea ed invece è andata avanti altri 10 anni”*, spiega l’armonicista, aprendo i cassetti della memoria: *”In questo secondo periodo, più maturo, abbiamo anche inciso alcuni dischi; se quando si è giovani si esagera e si vuole strafare, è stato lì che abbiamo portato la nostra musica ad un livello superiore, mettendoci più anima e sentimento”*.
La seconda vita del Trio Palbert arriva fino al 2006: *”Un anno catastrofico. A novembre è morta mia moglie, e tempo dopo due componenti del Trio hanno avuto problemi di salute e in pochi mesi sono deceduti. A quel punto è finito un po’ tutto”*.
Per ogni fine c’è un nuovo inizio, ed è nello stesso periodo che Albertini viene contattato da Renzo Stenghel, Fondatore originario del Gruppo tradizionale folkloristico di Caldonazzo, che gli propone il ruolo di presidente della nuova sezione dell’associazione dedicata all’armonica a bocca. *”Dopo qualche tempo abbiamo iniziato con i corsi di strumento, finché nel 2011 abbiamo fondato l’associazione degli Amici dell’armonica a bocca, che ancora oggi prosegue l’attività di formazione. La pandemia ci ha costretti al virtuale, ma anche online è possibile fare più di quello che pensavo”*.
I corsi, dedicati all’armonica cromatica e all’armonica diatonica, sono sempre molto partecipati, *”anche se è difficile coinvolgere i giovani* — spiega ancora Albertini —, *in tanti si avvicinano all’armonica, ricordando i tempi in cui in ogni famiglia c’era qualcuno in grado di suonarla, e ogni volta che la tirava fuori di tasca si creava subito il clima caratteristico di questo piccolo strumento, capace di favorire come pochi altri la socialità e l’amicizia”*.
Si spiega così l’eterno fascino dell’armonica, strumento popolare abbordabile da tutti, dato che in maniera amatoriale si può suonare anche “a orecchio”, senza una grande cultura musicale alle spalle, conferma Albertini, che dopo il Trio non ha smesso di esibirsi, spaziando dalla musica classica fino alle musiche di Ennio Morricone, accompagnato dall’arpista Silvia Cagol o dal piano di Edoardo Bruni con cui in 24 anni ha accumulato oltre 200 concerti in Italia e all’estero.
Se il virus ha bloccato l’attività concertistica, è sempre la stessa passione che permette ad Albertini di guardare avanti, sperando di riuscire nell’impresa di garantire, con il ricambio generazionale, il futuro dell’associazione: *”La strada da seguire è la solita: sperando di tornare a proporre incontri e concerti di livello internazionale, sulla falsa riga dei Festival dell’Armonica a bocca organizzati nel 2014 e nel 2018, intanto si continua a curare i corsi, per divulgare lo strumento, e avanti come ho fatto sempre”*.