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Caldonazzo – L’eredità delle norme antiche e della fede: Lo Statuto del 1657 e le tradizioni locali in «Orme preziose»


A cura del Collegio dei Fondatori – Gruppo Tradizionale Folkloristico di Caldonazzo.

Nella costante opera di riscoperta e valorizzazione della memoria storica del nostro territorio, la letteratura locale e la ricerca d’archivio tornano spesso a intrecciarsi. Un esempio emblematico è rappresentato dall’opera «Orme preziose. Lezioni all’aperto per la gioventù di Caldonazzo» (1928), in cui il sacerdote don Giuseppe Gasperetti condusse i giovani paesani alla scoperta del passato, dell’identità, delle istituzioni e delle radici spirituali di Caldonazzo.

Tra le pagine di don Gasperetti emerge la memoria dello Statuto del Comune di Caldonazzo, un codice civile e criminale di fondamentale importanza per la comprensione dell’assetto istituzionale e sociale della nostra comunità in epoca moderna, affiancato dal vivo racconto delle tradizioni popolari e religiose che ne scandivano la vita quotidiana.

1. La rievocazione in «Orme preziose» (Don Giuseppe Gasperetti, 1928)

Nel suo percorso pedagogico e divulgativo rivolto alle giovani generazioni, don Gasperetti illustra come la comunità di Caldonazzo fosse retta da antiche regole scritte volte a disciplinare la convivenza civile, la tutela dei beni fondiari e la giustizia locale.

Don Gasperetti sottolinea come il 21 marzo 1657 il barone Ernesto Trapp, canonico di Trento e feudatario della giurisdizione, confermò e riformò lo Statuto Civile e Criminale di Caldonazzo, modellato sull’impianto normativo della vicina Pergine Valsugana.

Attraverso il racconto di Orme preziose, i giovani del tempo potevano così comprendere che dietro l’organizzazione dei campi, la tutela dei pascoli, la gestione dei beni comuni (vicinie) e il rispetto delle autorità locali vi era un secolare patrimonio di diritto consuetudinario e statutario, sancito dalla casa feudale e vissuto con profonda dedizione dalla comunità.

2. Tradizioni religiose e popolari nel racconto di don Gasperetti

Oltre all’impianto giuridico, l’opera di don Gasperetti restituisce un ritratto vivido del patrimonio etno-religioso di Caldonazzo, dimostrando come la sfera civile e quella spirituale fossero intimamente legate nella vita del paese:

  • I riti agro-pastorali e le rogazioni: Le benedizioni dei campi e le processioni penitenziali (rogazioni) rappresentavano un momento centrale della vita comunitaria. La popolazione si snodava lungo i sentieri del territorio per invocare la protezione divina sui raccolti, il buon esito dell’alpeggio e la difesa dalle calamità naturali (alluvioni, gelate e grandine).
  • Le festività patronali e le devozioni locali: La venerazione dei santi protettori e le celebrazioni legate all’anno liturgico scandivano il tempo del lavoro e del riposo. Particolare rilievo viene dato alle festività comunitarie e alla cura dei capitelli votivi disseminati nel paesaggio rurali, simboli di fede vissuta e punti di riferimento della memoria collettiva.
  • Usi comunitari e solidarietà di vicinia: Don Gasperetti evidenzia come i momenti di lavoro condiviso — dalla mietitura al taglio della legna, fino ai raduni serali nei filò — fossero accompagnati da canti, racconti e pratiche devozionali tradizionali, rafforzando il senso di appartenenza e la coesione sociale della comunità di Caldonazzo.

3. Guida all’approfondimento: Dove trovare il testo integrale dello Statuto del 1657

Per gli studiosi, gli appassionati di storia locale e i lettori che desiderassero consultare ed esaminare il testo completo, originale o trascritto dello Statuto del 1657, la documentazione è reperibile presso le seguenti sedi d’archivio e risorse storiografiche:

1. Archivio Trapp (Castello di Sluderno / Coira – Val Venosta)

Il fondo documentario originale della famiglia dei Conti Trapp di Caldonazzo conserva i fascicoli e le carte della giurisdizione feudale e amministrativa locale. È la fonte primaria per i documenti originari del XVII e XVIII secolo.

2. Archivio Storico del Comune di Caldonazzo

Presso il fondo storico comunale (coprente il periodo 1470-1896) sono conservate le copie d’epoca, i registri delle vicinie e gli atti applicativi degli statuti e delle ordinanze comunali.

3. Saggi storiografici e trascrittivi («Studi Trentini. Storia»)

Per una consultazione critico-testuale e una trascrizione ragionata del testo seicentesco, si segnala lo studio specialistico:

  • Luciano Brida, Lo “Statuto di Caldonazzo” del Seicento e la “Copia Sardagna”, pubblicato nella rivista Studi Trentini. Storia (disponibile anche tramite il portale di ricerca FBK / HeyJoe per la consultazione digitale).

Nota aggiuntiva: La digitalizzazione di «Orme preziose» (1928) e dove consultarlo

Oltre allo Statuto del 1657, anche l’opera pedagogica e storiografica fondamentale di don Giuseppe Gasperetti — «Orme preziose. Lezioni all’aperto per la gioventù di Caldonazzo» (1928) — rappresenta un tassello prezioso della memoria locale.

Grazie alle recenti iniziative di valorizzazione del patrimonio bibliografico e archivistico trentino, l’opera è stata oggetto di digitalizzazione ed è accessibile agli studiosi e alla cittadinanza attraverso le seguenti piattaforme e sedi:

  1. Portale di Ricerca e Archivio Digitale ASTRA / FBK (Fondazione Bruno Kessler):
    L’opera di don Gasperetti è stata digitalizzata e catalogata nell’ambito dei progetti di conservazione della storiografia locale (progetto ASTRA – Archivio Storico del Trentino). È liberamente consultabile e scaricabile in formato PDF tramite il portale di ricerca HeyJoe / FBK (sezione Studi Trentini).
  2. CBT – Catalogo delle Biblioteche Trentine / Biblioteca Comunale di Caldonazzo:
    Per chi desidera consultare l’esemplare cartaceo originale o accedere alle copie digitalizzate conservate nei cataloghi di rete, il volume è censito nel CBT (Sistema Bibliotecario Trentino) ed è disponibile per la consultazione locale presso la Biblioteca Comunale di Caldonazzo e la Biblioteca Comunale di Trento.
  3. Archivio Parrocchiale e Comunale di Caldonazzo:
    Copie d’epoca e documenti complementari alla stesura dell’opera (note d’archivio, lezioni e corrispondenza di don Gasperetti) sono preservati presso i fondi storici locali a disposizione per ricerche approfondite.

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