Fumo d’Incenso e Zenzero a Caldonazzo (Natale 2024)

La Vigilia di Natale avvolgeva Caldonazzo in un abbraccio di nebbia perlacea che si alzava lenta dal Lago, baciando i tetti scintillanti del paese. Nonostante gli anni, l’aria era intrisa del profumo di resina, aghi di pino e, soprattutto, dell’aroma pungente dell’incenso benedetto. Era ancora l’antica usanza: “fumentare” la casa per scacciare il male e accogliere il Natale.
Nella piccola casa in pietra di via della Villa, un focolare scoppiettava allegramente, lottando per scaldare la grande stanza. La famiglia si era riunita. Nonna Carla, gli anni che le avevano reso i movimenti più lenti, ma gli occhi ancora vivacissimi, teneva in mano il vecchio scaldaletto di rame. Le braci erano accese, l’incenso era pronto.
* Renzo e Chiara si tenevano per mano. Erano i pilastri, custodi della tradizione ereditata.
* I loro figli erano ormai adulti: Michele era tornato per le feste e stava cercando l’ultima cassetta di addobbi in solaio.
* Viviana Maria , era seduta accanto a Nonna Carla, aiutandola a versare con parsimonia i granelli di incenso.
“Mi ricordo ancora, quando ero piccola,” disse Viviana Maria, “che Nonno Sergio si metteva qui, proprio dove sei tu ora, Nonna, e ci raccontava la storia del lago…”
Nonna Carla sorrise, una lacrima lucida negli occhi. “Il tuo Nonno Sergio (dei Mosèri), che riposa in pace, diceva sempre, ‘Quando el fumo d’incenso profuma de Cesa, el Bambin Gesù l’è ‘n paese,’ (Quando il fumo d’incenso profuma di Chiesa, il Bambino Gesù è in paese.”
La Benedizione e il Passato Presente
Da una stanza all’altra, la processione domestica era più intima, ma non meno solenne. Era guidata da Zia Marta, la sorella nubile di Chiara, che recitava sottovoce il Padre Nostro.
Dietro di loro, con la calma di chi sa cosa aspettarsi, venivano gli amici a quattro zampe. Le bassotte Fiore e Violetta erano ormai due signore anziane, con i peli del muso ingrigiti, ma sempre curiose. Atena, la cagnolina, procedeva con la dignità di sempre, mentre il gatto Nutella, un batuffolo di pelo grigio chiaro, stazionava in alto sull’armadio, guardando l’agitazione dall’alto, lontano dal fumo.
“Marta,” sussurrò Renzo, “questo profumo mi riporta a quando c’era Elena. Mi manca la sua risata, proprio qui, a sistemare il presepe.” Zia Elena, la sorella di Renzo, mancata nel 2011, era una presenza silenziosa e costante, ricordata in ogni rito.