Pubblicità

L’ultimo passo nella piana.

L’ultimo passo nella piana: Francesco ’l Checo Vigolan e l’eco del Saltaro a Caldonazzo

Ci sono storie che non si trovano scritte soltanto nelle pergamene d’archivio o nei cinquantadue capitoli della Carta di Regola del 1585. Ci sono storie che camminano sui sentieri di campagna, sottili come il vento che scende dalla Valsugana e spazza i filari di vite affacciati sul lago. Una di queste è la storia di Francesco Vigolani, classe 1902, da tutti conosciuto in paese semplicemente come ’l Checo Vigolan.

Francesco Vigolani

Francesco è stato uno degli ultimi uomini a vestire la responsabilità del Saltaro a Caldonazzo. Non indossava gli sfarzosi ed eccentrici piumaggi dei Saltner dell’Alto Adige; il Saltaro del Trentino e della Valsugana era una figura ben diversa: un uomo saldo, un custode incorruttibile, un pubblico ufficiale investito dalla comunità per proteggere i frutti della terra, regolare i pascoli e far rispettare i banni rurali.

A tramandarne la memoria è la figlia Carla Vigolani, classe 1937, che nei suoi ricordi custodisce l’immagine di un padre che conosceva ogni zolla della piana, ogni roggia, ogni confine tra i prati e i boschi comunali. Quando ’l Checo camminava tra i filari, con il suo bastone da passo e lo sguardo attento di chi rispondeva del raccolto dell’intero paese, bastava la sua sola presenza a infondere rispetto e sicurezza.

Nel Novecento, mentre il mondo cambiava e le antiche istituzioni delle Regole cedevano il passo alla modernità, uomini come Francesco Vigolani hanno continuato a incarnare lo spirito genuino della custodia rurale. Con il suo lavoro, ’l Checo non difendeva soltanto i grappoli d’uva o il legname dei boschi: custodiva il legame profondo di fiducia tra la gente di Caldonazzo e la propria terra.

Oggi, grazie ai ricordi della famiglia Vigolani e all’impegno del Collegio dei Fondatori GTF, la figura di Francesco ’l Checo Vigolan torna a vivere nella memoria storica del nostro paese, testimone prezioso di un Trentino antico che continua a parlarci.

Renzo S.